Cesar Bio

cesar piano

cesar 1

Sono nato a Bogotà, Colombia il 28 Luglio 1967, nel quartiere che prende il nome dalla clinica Palermo. Quel giorno c’è stata una piccola scossa di terremoto (un auspicio, forse) e se non fosse stato per mio fratello Andrea, magari non sarei quì: di fatto, ero rimasto quasi senza ossigeno per via di alcune mucose che si erano sviluppate durante le prime ore di vita e che mi bloccavano la respirazione. I primi anni della mia infanzia li ho trascorsi nella casa del quartiere Palermo, dove la mia mia famiglia aveva vissuto da parecchio tempo prima del mio arrivo: due piani, molte stanze, un salotto dove si facevano delle bellissime feste, uno studio dove con un giradischi si ascoltava il Jazz, la musica classica, i Beatles, e un pianoforte che veniva suonato dal mitico maestro Giacomo Marcenaro, un pianista amico di famiglia che tutte le domeniche, nei pranzi italianissimi organizzati da mia madre Maria Luisa, ci deliziava con dei bellissimi pezzi classici.

cesar con leticia

2 anni in collo a papà

Ci spostavamo con un fantastico Chevrolet 56 (LINK) nella vicina campagna della savana di Bogotà. All’età di 4 anni la mia famiglia si traferì in un’altra casa fuori città, nel quartiere Britalia, nella calle 169 a nord della città. La nuova casa, più spaziosa e con un bellissimo giardino era fantastica per un bambino irrequieto come me. Con le mie vicine Alejandra e Juliana Echavarria, e poi con Armando e Luis Revollo era un continuo stare all’aperto, giocare, girare in bici, correre e tante altre cose che hanno fatto della mia infanzia e adolescenza un periodo davvero bello. Ero nato dopo 8 anni rispetto a mio fratello Ettore, quindi non avevo fratelli con cui dividere i giochi: tutto era per me.mamà hector cesar

Il pianoforte, i giochi scientifici, tutti i dischi in vinile che si possa immaginare, i libri di fotografia. Insomma un’ambiente davvero stimolante. Ho studiato sin dall’asilo presso il Collegio Italiano Leonardo da Vinci, dove ho concluso l’equivalente del liceo classico a 16 anni. Nell’ultimo anno ho scritto, come esame d’italiano, un tema libero che viene considerato uno degli scritti più belli mai scritti al Leonardo da Vinci. Sotto, una foto scattata durante una gita scolastica e sviluppata da me: si vedono Nestor Bonilla e Massimo Ibarra che giocano a scacchi mentre gli altri dormicchiano o quasi. Dall’11 Novembre 1986 a Firenze.

quinto a

Eh si ! Sono passati davvero 20 anni, eppure mi sembra così fresca nella memoria la visione di Piazza San Marco quel giorno, così immutato l’aspetto di una Firenze che dal primo giorno ha saputo catturarmi e conquistarmi: oggi sento come se le stesse persone che aspettavano il 14 quel giorno fossero ancora lì. Che fortuna questa città che fatica a crescere, che si ostina nel restare un pò provinciale, mentre il suo sguardo va lontano nella storia come nel futuro. Stimoli, serenità e una sicurezza che mai ho riscontrato in altri posti del mondo. Ho sentito Firenze subito come casa mia, e Firenze mi ha subito accolto, non senza qualche perplessità come è naturale che sia. Iscritto a Scienze Politiche, mi sono dato contemporaneamente alla musica con il gruppo di Salsa “Canela” con il quale insieme a Manuel Bramòn, Diamantina Palacios, Sandro “El Chevere” Becucci, Antonio Gentile, Carlo Gatteschi, Beppe Clozza e tanti altri abbiamo girato mezzanestor ibarra Toscana con al seguito un gruppone di amici che ne aprofittavano per darsi alle “rumbe” più scatenate. Dopo aver vissuto in varie stanze a Firenze, nell’89 mi sono trasferito a Sambuca Val di Pesa, frazione di Tavarnelle, nel pieno Chianti. Anni anche questi di grande divertimento con la nascita del gruppo Pikante, composto tutto da latinoamericani, con il quale abbiamo fatto davvero faville al Caffè Voltaire in Via della Scala, sempre a Firenze. Vivere alla Sambuca e poi a Barberino è stato importante per me perche lì, insieme a Ismael Penedo, grande amico di quei giorni, ho assaporato la massima libertà creativa nella musica come nella vita.

Devo dire che il fatto di stare così lontano da Firenze alla fine mi ha stancato e sentivo il bisogno di stimoli di più vita, più cultura, e fu così che arrivai a Controradio.

Oggi, Cesar Martignon rappresenta un punto di riferimento costante per tutto ciò che riguarda la musica afro-caraibica a Firenze e in Toscana, sia come ballerino, come speaker radiofonico su 93.6 98.9 FM Controradio Firenze o semplicemente come ineguagliabile tastierista e pecussionista al comando dei MamboKids. Martignon è proprio l’antitesi dello stereotipo di artista della musica, stereotipo coniato dalla cultura imperante e dai media. Egli è una persona normale con tanto SABOR ! ed è questa normalità quella che si percepisce nelle sue esibizioni, nei suoi concerti… cioè, la possibilità di toccare con mano il ritmo e l’allegrìa dei ritmi latinoamericani, come se il pubblico fosse vicino a un’amico, con quella stessa confidenza.

Inoltre, Cesar Martignon attualmente lavora come Speaker, Tecnico e Manutentore presso Controradio Srl. – Firenze, occupandosi anche della parte tecnica e frontend della sezione statica-multimediale del sito controradio.it. L’inizio del rapporto con Controradio risale al Gennaio 1991.